7 December 2011

6. Dicembre 2011 - Susann

(Versione italiana in fondo)



Glem det å tenke at du kan ha henne i bånd.

Hun vet hva hun ønsker seg, og hun vet hva som trengs for å få det til. Hun vet det veldig godt.

Hun kjenner veien, hun kan bruke teknikken. Hennes lange bein har overtalelsesevne. Hennes dype, blå øyne understreker at det er for sent. Nå er du hekta.

Vår første kveld sammen smakte tequila og sambuca. Og galliano.

Når jeg begynte å spy på dørvakten, ringte hun med nonchalance til noen, hvem bryr seg om det er midt på natta, og om vi er 3 mil hjemmefra? De kan jo ikke si nei.

Ikke til Susann.

Hun beveger seg søtt, men bestemt. Hollywood fruene hadde fått mindreverdighet komplekser. og ikke uten grunn, må jeg si.

Er det et kamera der, blir hun uovervinnelig. Hun og objektivet elsker hverandre, leter etter hverandre og så finner de hverandre. De danser harmonisk, de danner en spiral av farger, mimikk, historier samlet opp i et bilde.

Hun er både skuespiller, modell, og hun kan gå catwalk for en person eller for et stort publikum, det er jo det samme for Susann. Hun kan drepe alle i rommet med bare med blikket, eller en plutselig bevegelse... and there´s no escape!

Heldige er de som treffer henne, selv om det kun er for ett lite stund.

Og så heldig er jeg, som blir bedt på julete! Den med krydder i..

God Jul, babe!

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Scordati di metterle il guinzaglio.

Sa cosa vuole, e lo sa bene.

Conosce le vie, conosce le tecniche. Le sue gambe lunghissime parlano il linguaggio della persuasione. I suoi occhi enormi sottolineano che ormai non puoi farne a meno.

La nostra prima uscita insieme sapeva di tequila e sambuca. E galliano.

Quando iniziai a vomitare addosso al buttafuori lei con nonchalance prese il telefono, e chi se ne frega se sono le tre di notte e se siamo a 30 km da casa. Ci facciamo venire a prendere da qualcuno, non diranno di no.

Non a Susann.

Coi suoi modi di fare graziosi, ma decisi, farebbe venire complessi di inferiorità alle dive di Holliwood. E non senza motivo.

Davanti alla macchina fotografica, poi è imbattibile. Lei e l'obiettivo si amano, si cercano, si trovano, in un turbinio armonico di equilibri e sinfonie di colori, espressioni, racconti sintetizzati in uno scatto.

Attrice, modella, sfilare davanti agli di occhi di un solo fotografo o di un enorme pubblico non fa alcuna differenza per Susann. Stende tutti con uno sguardo, con un cenno del capo.

E fortunato chi la incontra, anche solo per un attimo. E fortunata me, che mi invita a casa sua per il the. Quello con le spezie.

Buon Natale, babe!

5. Dicembre 2011 - Lone

(Versione Italiana in fondo alla pagina)

Det var min første dag på jobb. Det var en eller en annen dag i Mai. Mens jeg skiftet klær i garderoben, lurte jeg på om hun som sov på campingsenga var egentlig frisk eller dårlig.

Ja, fordi jeg kunne ennå ikke vite at når hun sover, blir hun veldig liten, hun nesten forsvinner under dyna hennes.

Sannheten er at Lone er som en snurrebass. Alltid full med energi, hun lyser som en gnist.

Når hun ler eller smiler, alle følger med, og å være i nærheten av henne for kun ett minutt er nok til å snu en dårlig dag opp og ned.

I tillegg, helt siden Leah har kommet, har hun fått en spesiell aura rundt seg. Det har blitt som om hun får de andre til å føle seg trygge og i fred med hele verden.

Det var en gang når vi flyttet i en flyplass i Tyskland, der hvor bymusikantene kom fra. Så sov vi i en bobil, akkurat ved siden av bymuren til Lucca, i Toscana. Vi hadde rosa katteører, og vi gikk rundt i byen, vi sang barnehagesanger og mjauet mot månen, midt på natta..

Det er jo lett å elske Lone, akkurat som å elske sollyset på vinteren.

Ha en god Jul, Little Looney!

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Era una mattina di maggio, quando iniziai a lavorare a Rygge. Nel guardaroba, mentre mi preparavo a dare il benvenuto ai clienti in quella lingua che stavo ancora imparando ad articolare, mi chiedevo se quella ragazza addormentata sulla brandina stesse poi bene davvero.

Perchè l'ho imparato solo qualche mese dopo che quando dorme le piace rannicchiarsi fino a diventare piccola piccola, fino a scomparire sotto le lenzuola.

Lone è come una trottola. Sempre piena di energia, sempre sfavillante come una girandola di scintille.

Quando ride trascina con sè, nel vortice della sua allegria, e stare con lei anche un solo minuto rigira una giornata uggiosa dalla parte giusta.

Da quando c'è Leah però, è come se emanasse un'aura speciale, come se oltre a far sorridere, inebriasse chi le è accanto di tranquillità e sicurezza.

C'era una volta un trasloco in un aeroporto in Germania, nella città dei musicanti. Poi dormimmo in un gelido camper appena fuori dalle mura di Lucca, e con le orecchie rosa da gatte andammo in giro tra la folla come se in realtà il mondo fosse tutto lì, le foglie gialle intorno, cantando canzoni da asilo norvegese e miagolando alla luna..

Lone è facile da amare. Come la luce del Sole un giorno d'inverno..

Buon Natale, Little Looney!

5 December 2011

4. Dicembre 2011 - Jenny

Jenny era quella bella.

Jenny era quella per cui i ragazzini delle altre classi delle medie avrebbero fatto a pugni. Però Jenny non se la tirava per niente, e si rivolgeva a tutti con un sorriso speciale.

Quando andavo a casa sua a fare i compiti mi faceva ascoltare le sue cassette preferite e poi mi offriva biscotti e latte caldo. Jenny ascoltava già la musica dei grandi, dove si dava della troja alle ragazze, e si rideva del mondo deformato dalle droghe. Quel mondo ancora così estraneo, ma già a portata di mano.

Mi diceva ridendo che ogni estate ingrassava, perchè le piaceva non fare nulla tutto il giorno. Poi un giorno prese la piastra e mi insegnò a stirarmi i capelli, mentre io la guardavo con gli occhi spalancati.

Era sempre un passo avanti, Jenny. I suoi racconti di città dall'altra parte dell'Appennino mi facevano sognare ad occhi aperti, il suo amore tormentato mi faceva sentire una bambina a confronto, io che mi emozionavo se chi mi piaceva soltanto mi rivolgeva la parola.

Jenny mi prese per mano, mostrandomi cosa ci fosse dall'altra parte, quando uno smette di essere un bambino per intraprendere la propria strada.

Fu lei un giorno a scrivere i bigliettini.. "Liceo Classico, Liceo Scientifico e come terzo che ci mettiamo? Ci scrivo Istituto d'Arte, così se siamo fortunate vieni con me!" Infilai la mano ed ad occhi chiusi ne scelsi uno..

..purtroppo però sul bigliettino che scelsi non c'era scritto Istituto d'Arte. Così, quel giorno di inizio estate le nostre strade iniziarono ad allontanarsi, per ritrovarsi solo dopo un tempo fin troppo lungo..

Lei è sempre quella bella. Ed il suo sorriso è ancora speciale.

Adesso sono gli uomini a fare a pugni.

Buon Natale, principessa :)

4 December 2011

3. Dicembre 2011 - Nadia

Questa volta vi racconterò una favola. Quella di due ragazzine che si guardano con indifferenza, e forse anche di traverso, per un po', e che all'improvviso si trovano a condividere emozioni struggenti. Senza volerlo, senza aspettarselo.

Un altro scherzo del destino. Quello che ci unì all'inizio fu il silenzio. I lunghi pomeriggi estivi passati a guidare il motorino sgangherato su per le colline ternane, senza scambiare una parola, solo ascoltando il fruscio del vento e guardando al sole che compiva il suo corso.

Poi, altrettanto inaspettato, quell'affetto, quel sentimento di completezza, di complicità. Quella sensazione di non aver bisogno di parole inutili per comprendersi, ma che bastava un colpo d'occhio o un sorriso accennato.

Le lunghe giornate a leggere davanti alla cascata, i pomeriggi di Pesaro, la cassetta consumata per gli innumerevoli ascolti, le fughe impulsive in giro per il paese, sapendo che il mondo ci apparteneva, e che solo a volerlo ci saremmo prese tutto, e nulla ci avrebbe potuto fermare.

Ancora oggi ci fermiamo a ridere del mondo, che così indaffarato continua a girare in tondo, mentre noi sì che abbiamo capito tutto hehe..

Un'altra dichiarazione d'amore, questa. per una persona speciale. E fortunati quelli che riescono a fermarsi dal turbinio della vita di ogni giorno e ricevono il privilegio di accorgersene.

Nadia è un gioiello di quelli rari.

3 December 2011

2. Dicembre 2011 - Angel


La prima volta che ci siamo scambiate qualcosa, sono stati calci e pugni. E, Dio! Come andavamo fiere dei nostri lividi!

Un modo non convenzionale di fare amicizia, forse. La verità è che fu la kickboxe a farci incontrare. Aspettare con trepidazione quei due pomeriggi ogni settimana, e sapere che tra tutte le ragazzine frignone, eravamo state forutnate ad esserci incontrate, perchè potevamo picchiarci senza aver paura di picchiare troppo forte.

Con Anglea è così: uno non può aver paura di picchiare troppo forte, altrimenti rimane indietro. Lei è una che non si ferma davanti a niente. Anche quando le cose si mettono di traverso sul suo cammino, magari non subito, ma stai sicuro che alla fine ci passa sopra. E ti quegli ostacoli non rimangono che le briciole.

A me ha mostrato il suo cuore, invece. Ed è bello sapere che non ha paura a dirmi cosa pensa, a puntare il dito quando faccio una stupidaggine. Perchè a colpirmi quando non ho la guardia pronta, mi fa imparare a tenerla sempre in alto. Ad essere sempre sveglia e preparata, ed a rialzarmi anche dopo quell'uppercut che quasi mi stendeva.

Ed è bello anche sapere che lei c'è, a corrermi accanto su quelle salite che all'improvviso si innalzano davanti, e sapere che insieme andiamo avanti, col fiatone, col sudore che gronda, ma che arriviamo sulla cima, alla fine.

E adesso ho solo voglia di gridare forte che io le voglio un bene da morire, e che non avrei potuto desiderare di meglio dalla vita che incontrarla!

I fucking love you, Angel!!