5 July 2012
Pieno controllo del livello di Rombo
Mi piace la ruggine, rossa e mortale. Ruvida al tatto, maculata. Una ruggine che ha più anni di me. Ho volontà di potenza.
Ho pieno controllo del livello di rombo.
7 March 2012
Ciao, Baffo..
Nevica di nuovo. Nevica che tutto si é fatto bianco e a momenti nemmeno me ne accorgevo.
Me lo ricordo come fosse solo qualche giorno fa, il mio primo concerto al Frontiera. Metá anni ´90. Noi che prendevamo una cifra di autobus per arrivare fuori al raccordo, e poi per tornare ci si arrangiava.
Poi il Frontiera lo trasformarono in ristorante, roba da non crederci. Almeno, noi non ci volevamo credere, che le tagliatelle fossero più importanti del metal. Perchè noi eravamo dalla tua parte, Baffo. Non erano importanti i soldi, ma i sogni.
Per te il metal era un sogno. Un modo per esprimere la tua libertà, quella che ti faceva sembrare un ragazzino pure se avevi 50 anni. Il tuo percorso lo hai percorso con fatica, e questo ti fa ancora più onore.
Non hai mai mollato, fino alla fine.
Stasera guarderò la neve cadere e brinderò a te. Fonte inesauribile di ispirazione, sarai sempre nel mio cuore.
Me lo ricordo come fosse solo qualche giorno fa, il mio primo concerto al Frontiera. Metá anni ´90. Noi che prendevamo una cifra di autobus per arrivare fuori al raccordo, e poi per tornare ci si arrangiava.
Poi il Frontiera lo trasformarono in ristorante, roba da non crederci. Almeno, noi non ci volevamo credere, che le tagliatelle fossero più importanti del metal. Perchè noi eravamo dalla tua parte, Baffo. Non erano importanti i soldi, ma i sogni.
Per te il metal era un sogno. Un modo per esprimere la tua libertà, quella che ti faceva sembrare un ragazzino pure se avevi 50 anni. Il tuo percorso lo hai percorso con fatica, e questo ti fa ancora più onore.
Non hai mai mollato, fino alla fine.
Stasera guarderò la neve cadere e brinderò a te. Fonte inesauribile di ispirazione, sarai sempre nel mio cuore.
23 December 2011
24 Dicembre - Mr.Corleone
Kenneth è diventato il mio sorriso.
Lui mi sopporta, mi aiuta, mi fa la pizza. Si prende cura di me come nessuno mai prima.
Non posso dire che siamo anime gemelle. Infatti le differenze sono enormi. Quello che ci tiene insieme è il desiderio di comprenderci, di costruire il futuro giorno dopo giorno.
Diversi lo siamo eccome. Ma ci lasciamo liberi di esserlo, senza provare a cambiarci. Kenneth è anticonformista, ma non per conformismo. Perchè è talmente sicuro di sè da non aver bisogno dell'approvazione degli altri per stare bene con se stesso. Gli piace stare da solo ed ascoltare la musica ad alto volume. Per questo chiude la porta, per non disturbarmi, perchè io a volte ho voglia di leggere, studiare, guardare Marzullo. Poi esce di nuovo, mi prepara una tazza di tè, si siede accanto a me per la sola voglia di starmi accanto. Senza parlare, senza interessarsi alla tv, o al mio libro.
Kenneth fa la cena ogni sera. Non perchè glielo abbia mai chiesto. Gli piace farmi trovare la tavola apparecchiata quando torno dal lavoro. E lo ha già fatto per cinque anni. Ogni sera.
Ama il Natale, poi, mentre io lo odio. Lo ho sempre odiato, sin da quando ero bambina. Ma quest'anno ha promesso di farmi cambiare idea. Sa che odio fare i regali, perciò ci ha pensato lui. Ha comprato il cibo tipico natalizio, e per me ha trovato un panettone e un barattolo di alici sott'olio, perchè lo sa che alla vigilia voglio l'insalata di rinforzo come la fanno a Napoli, col cavolfiore, i sottaceti e le alici sott'olio.
Ha imparato a fare la pizza sottile sottile, con la mozzarella invece dell'edamer e giusto un po' di pomodoro. Ha imparato che la pasta non si mangia se prima non la hai spolverata di Parmigiano.
Ha imparato che: sì! L'olio d'oliva può bastare sull'insalata!
E tutto questo soltanto per me. Soltanto per trovare quell'equilibrio che tante volte avevo fallito nel ricercare. Ci abbiamo messo tempo, siamo a volte ancora in bilico. Ma ci riprendiamo ogni volta.
Buon Natale, kjæst! (poi glielo traduco, eh..)
Lui mi sopporta, mi aiuta, mi fa la pizza. Si prende cura di me come nessuno mai prima.
Non posso dire che siamo anime gemelle. Infatti le differenze sono enormi. Quello che ci tiene insieme è il desiderio di comprenderci, di costruire il futuro giorno dopo giorno.
Diversi lo siamo eccome. Ma ci lasciamo liberi di esserlo, senza provare a cambiarci. Kenneth è anticonformista, ma non per conformismo. Perchè è talmente sicuro di sè da non aver bisogno dell'approvazione degli altri per stare bene con se stesso. Gli piace stare da solo ed ascoltare la musica ad alto volume. Per questo chiude la porta, per non disturbarmi, perchè io a volte ho voglia di leggere, studiare, guardare Marzullo. Poi esce di nuovo, mi prepara una tazza di tè, si siede accanto a me per la sola voglia di starmi accanto. Senza parlare, senza interessarsi alla tv, o al mio libro.
Kenneth fa la cena ogni sera. Non perchè glielo abbia mai chiesto. Gli piace farmi trovare la tavola apparecchiata quando torno dal lavoro. E lo ha già fatto per cinque anni. Ogni sera.
Ama il Natale, poi, mentre io lo odio. Lo ho sempre odiato, sin da quando ero bambina. Ma quest'anno ha promesso di farmi cambiare idea. Sa che odio fare i regali, perciò ci ha pensato lui. Ha comprato il cibo tipico natalizio, e per me ha trovato un panettone e un barattolo di alici sott'olio, perchè lo sa che alla vigilia voglio l'insalata di rinforzo come la fanno a Napoli, col cavolfiore, i sottaceti e le alici sott'olio.
Ha imparato a fare la pizza sottile sottile, con la mozzarella invece dell'edamer e giusto un po' di pomodoro. Ha imparato che la pasta non si mangia se prima non la hai spolverata di Parmigiano.
Ha imparato che: sì! L'olio d'oliva può bastare sull'insalata!
E tutto questo soltanto per me. Soltanto per trovare quell'equilibrio che tante volte avevo fallito nel ricercare. Ci abbiamo messo tempo, siamo a volte ancora in bilico. Ma ci riprendiamo ogni volta.
Buon Natale, kjæst! (poi glielo traduco, eh..)
23 Dicembre - Anna
Anna era piccola ed aveva gli occhi azzurri.
Anna era una donna forte e decisa. Quando pensava una cosa la diceva così com'era. Senza pensare che forse avrebbe dovuto mentire per addolcire la pillola.
Molte volte aveva delle opinioni diverse dagli altri, ma ciò non faceva differenza, perchè tanto aveva ragione lei.
Avrebbe dovuto essere una regina. Maestosa ed elegante. Avrebbe dovuto avere una schiera di paggi a portarle il caffè.
Io qualche volta le versavo il whisky, appena la dottoressa andava via. Prima me lo faceva nascondere, quella stupida dottoressa glielo aveva proibito.
Ma Anna lo sapeva bene che non era poi così pericoloso, solo un goccetto.
Però alla fine era stanca, e si arrabbiava perchè ancora una volta si era risvegliata, e sarebbe andata incontro ad altri giorni di sofferenze.
Per il suo grande giorno aveva organizzato tutto: il vestito bianco, le calze pesanti. I soldi in banca già fatti a pezzi per i figli. Io ero già lontana. E nemmeno piansi, mi battei le mani sulle gambe e mi alzai dalla sedia. Andiamo avanti, pensai. Tanto anche lei me la porto dentro. E porto anche il suo nome, in fondo, quello della nonna Anna.
E lo porto con orgoglio.
Vorrei dirle buon natale, e mi sembra di sentirla rispondere: "ma che nnatal' e nnatal'! Quant' strunzat'!"
Anna era una donna forte e decisa. Quando pensava una cosa la diceva così com'era. Senza pensare che forse avrebbe dovuto mentire per addolcire la pillola.
Molte volte aveva delle opinioni diverse dagli altri, ma ciò non faceva differenza, perchè tanto aveva ragione lei.
Avrebbe dovuto essere una regina. Maestosa ed elegante. Avrebbe dovuto avere una schiera di paggi a portarle il caffè.
Io qualche volta le versavo il whisky, appena la dottoressa andava via. Prima me lo faceva nascondere, quella stupida dottoressa glielo aveva proibito.
Ma Anna lo sapeva bene che non era poi così pericoloso, solo un goccetto.
Però alla fine era stanca, e si arrabbiava perchè ancora una volta si era risvegliata, e sarebbe andata incontro ad altri giorni di sofferenze.
Per il suo grande giorno aveva organizzato tutto: il vestito bianco, le calze pesanti. I soldi in banca già fatti a pezzi per i figli. Io ero già lontana. E nemmeno piansi, mi battei le mani sulle gambe e mi alzai dalla sedia. Andiamo avanti, pensai. Tanto anche lei me la porto dentro. E porto anche il suo nome, in fondo, quello della nonna Anna.
E lo porto con orgoglio.
Vorrei dirle buon natale, e mi sembra di sentirla rispondere: "ma che nnatal' e nnatal'! Quant' strunzat'!"
22 Dicembre - Quelli che hanno provato, fallendo, a tenermi per mano
Prima di Kenneth avevo gli occhi grandi.
Credevo che l'amore fosse una specie di predestinazione. Credevo che prima o poi avrei trovato la mia anima gemella, credevo che in qualche maniera ci fosse solo una persona per ognuno.
Piano piano, nel corso degli anni, ho decostruito questo mio ideale dell'amore perfetto, grazie a tutti i tentativi sbagliati.
Ogni volta credevo fosse quella giusta. Ogni volta iniziavo con grossi sogni, e mi ritrovavo a leccarmi le ferite. O a dover chiedere scusa.
C'era quello che mi veniva a prendere con la vespa, che ogni volta che sentivo lo smarmittare sobbalzavo. C'era quello che mi piaceva solo perchè mi trattava come una principessa - ma io stavo insieme con la moto, non con lui.
C'era quello che suonava il basso, e ci ritrovavamo a parlare di Pink Floyd, Nirvana ed a guardare le stelle. Poi c'era quello di milano, che stavamo insieme solo quando scendeva a trovare i nonni, ma che per il resto dell'anno non ci telefonavamo neanche.
Poi c'era Dark. Quello che per un po' ho creduto fossimo predestinati davvero, che si combatteva per stare insieme, che crescevamo insieme. Che andammo in giro per il mondo insieme, e la prima volta in Norvegia eravamo vicini come fratelli. Ci volevamo bene con Dark, come due bambini.
C'era il poliziotto, che mentre ci tenevamo per mano iniziavamo a ridere, perchè eravamo amici ed era strano provare a stare insieme, quasi ridicolo. E che alla fine mi lasciò per la sua ex, e che in fondo non me ne fregava nulla, perchè eravamo amici e stare insieme era stupido.
Poi ce n'era un altro. Quello malo. Quello che ha distrutto tutti i miei sogni, magari senza nemmeno farlo apposta. Quello che non si rendeva conto del male che mi faceva, giorno dopo giorno. Quello che la vigilia di Natale, dopo il mio turno al cocktail bar tornavo a casa e dalla finestra buia vedevo solo il gatto a darmi il benvenuto, seduto sul davanzale accanto al mio alberello lampeggiante di 30 cm, perchè lui era andato via. Quello che mi addormentavo piangendo e mi svegliavo con gli occhi gonfi.
Quello che ancora adesso, dopo tanti anni, è come un coltello conficcato nel cuore, e che non riesco a perdonargli nulla. Quello che il mio sorriso lo ha fatto a pezzi, perchè lui non lo sa davvero che vuol dire amare. Perchè nessuno glielo ha insegnato. Quello che qualche volta ancora mi scrive e io ogni volta finisco per dirgli: non voglio averti nella mia vita. Nemmeno da lontano. Per fortuna è solo uno.
Tutti gli altri che hanno transitato hanno lasciato solo ricordi dolci. Quando penso a loro mi rivedo ragazzina col batticuore, a farmi la piastra come la figlia di Fiorello e sperimentare coll'eyeliner (adesso sono un master). Bei ricordi mi avete lasciato. Spero che abbiate perdonato tutti i miei capricci e le mie gelosie stupide. Spero che in fondo al cuore abbiate un sorriso attaccato al mio nome, come io ne ho uno per voi.
Buon Natale.
Credevo che l'amore fosse una specie di predestinazione. Credevo che prima o poi avrei trovato la mia anima gemella, credevo che in qualche maniera ci fosse solo una persona per ognuno.
Piano piano, nel corso degli anni, ho decostruito questo mio ideale dell'amore perfetto, grazie a tutti i tentativi sbagliati.
Ogni volta credevo fosse quella giusta. Ogni volta iniziavo con grossi sogni, e mi ritrovavo a leccarmi le ferite. O a dover chiedere scusa.
C'era quello che mi veniva a prendere con la vespa, che ogni volta che sentivo lo smarmittare sobbalzavo. C'era quello che mi piaceva solo perchè mi trattava come una principessa - ma io stavo insieme con la moto, non con lui.
C'era quello che suonava il basso, e ci ritrovavamo a parlare di Pink Floyd, Nirvana ed a guardare le stelle. Poi c'era quello di milano, che stavamo insieme solo quando scendeva a trovare i nonni, ma che per il resto dell'anno non ci telefonavamo neanche.
Poi c'era Dark. Quello che per un po' ho creduto fossimo predestinati davvero, che si combatteva per stare insieme, che crescevamo insieme. Che andammo in giro per il mondo insieme, e la prima volta in Norvegia eravamo vicini come fratelli. Ci volevamo bene con Dark, come due bambini.
C'era il poliziotto, che mentre ci tenevamo per mano iniziavamo a ridere, perchè eravamo amici ed era strano provare a stare insieme, quasi ridicolo. E che alla fine mi lasciò per la sua ex, e che in fondo non me ne fregava nulla, perchè eravamo amici e stare insieme era stupido.
Poi ce n'era un altro. Quello malo. Quello che ha distrutto tutti i miei sogni, magari senza nemmeno farlo apposta. Quello che non si rendeva conto del male che mi faceva, giorno dopo giorno. Quello che la vigilia di Natale, dopo il mio turno al cocktail bar tornavo a casa e dalla finestra buia vedevo solo il gatto a darmi il benvenuto, seduto sul davanzale accanto al mio alberello lampeggiante di 30 cm, perchè lui era andato via. Quello che mi addormentavo piangendo e mi svegliavo con gli occhi gonfi.
Quello che ancora adesso, dopo tanti anni, è come un coltello conficcato nel cuore, e che non riesco a perdonargli nulla. Quello che il mio sorriso lo ha fatto a pezzi, perchè lui non lo sa davvero che vuol dire amare. Perchè nessuno glielo ha insegnato. Quello che qualche volta ancora mi scrive e io ogni volta finisco per dirgli: non voglio averti nella mia vita. Nemmeno da lontano. Per fortuna è solo uno.
Tutti gli altri che hanno transitato hanno lasciato solo ricordi dolci. Quando penso a loro mi rivedo ragazzina col batticuore, a farmi la piastra come la figlia di Fiorello e sperimentare coll'eyeliner (adesso sono un master). Bei ricordi mi avete lasciato. Spero che abbiate perdonato tutti i miei capricci e le mie gelosie stupide. Spero che in fondo al cuore abbiate un sorriso attaccato al mio nome, come io ne ho uno per voi.
Buon Natale.
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