Alex è un gioiello.
Pure se sputa il fuoco, e prepara il gelato per i cannibali.
Quella notte, lui c'era. Quella notte quando mi sentivo abbandonata, lui c'era a portarmi a Roma, per non farmi pensare.
E a tenermi in piedi quando avevo bevuto troppo, lui c'era.
Senza chiedere nulla, quando lo chiamo spunta fuori all'improvviso, quando gli parlo mi sorride.
Tutti ci scherzano, perchè il ruolo che gli è stato assegnato è quello di far ridere, ma io lo so che non è solo battute e risate, ma molto di più. Alex è un mondo, una filosofia che vola bassa, che non ha voglia di raggiungere vette altissime, ma che ti fa aprire gli occhi sulla vita di ogni giorno.
Alex mette la maschera da duro, ma io lo so che in fondo è solo tenero come un orsacchiotto. Anche se ti arriva con la sua grossa moto, tatuato e barbone. E con la maglietta coi teschi sopra.
Alex è l'amichetto mio, e guai a chi me lo tocca!
15 December 2011
13 December 2011
10. Dicembre - Il Padre e gli altri
Questi sono tanti. Uno piú bello dell'altro.
Li incontrai per caso, in Germania. Ero partita senza tenda, senza niente. Ero partita per dimenticare.
Il Padre e il Putre a dire il vero, sull'aereo. Miagolavano. Mi dissero che era ok, che mi adottavano.
Venni accolta come in una famiglia, venni accolta senza domande. E dimenticai che avevo voglia di dormire mille anni.
C'è Banzo, che ha sempre un sorriso e un abbraccio pronti. C'è Manux, che ti fa riflettere a pensare. C'è Speedy, che ti riempie di buon umore solo a guardarlo. Alan, che ti fa sentire che adesso sei al sicuro, e nessuno può farti del male. E Dusk, che in piena notte ti parla di musica e sogni.
Poi c'è la Fra, coi suoi colori violenti ed i suoi spigoli affilati a prendere a calci il mondo. C'e la piccola e dolce Midian, con le alucce da pipistrello. E poi Vittorio, Alessandra, e tanti altri, senza contare chi si aggrega solo per una volta, chi si avvicina incuriosito dalla luce che emanano.
E dopo la festa, ognuno ritorna al suo cantuccio, chi di qua, chi di là, chi di sopra e chi di sotto. Qualcuno sta a Milano, qualcuno sta in Umbria, altri in Toscana ed altri ancora fuori dai confini. Bello però sapere che almeno una volta l'anno ci si rivede, e tutto è sempre proprio uguale a ieri, senza pretese, senza aspettative troppo grandi per essere realizzate, ma giusto quel pizzico di pepe che fa venire voglia di rivedersi di nuovo. Ogni anno di nuovo.
Buone feste, carissimi - ovunque voi siate!
Li incontrai per caso, in Germania. Ero partita senza tenda, senza niente. Ero partita per dimenticare.
Il Padre e il Putre a dire il vero, sull'aereo. Miagolavano. Mi dissero che era ok, che mi adottavano.
Venni accolta come in una famiglia, venni accolta senza domande. E dimenticai che avevo voglia di dormire mille anni.
C'è Banzo, che ha sempre un sorriso e un abbraccio pronti. C'è Manux, che ti fa riflettere a pensare. C'è Speedy, che ti riempie di buon umore solo a guardarlo. Alan, che ti fa sentire che adesso sei al sicuro, e nessuno può farti del male. E Dusk, che in piena notte ti parla di musica e sogni.
Poi c'è la Fra, coi suoi colori violenti ed i suoi spigoli affilati a prendere a calci il mondo. C'e la piccola e dolce Midian, con le alucce da pipistrello. E poi Vittorio, Alessandra, e tanti altri, senza contare chi si aggrega solo per una volta, chi si avvicina incuriosito dalla luce che emanano.
E dopo la festa, ognuno ritorna al suo cantuccio, chi di qua, chi di là, chi di sopra e chi di sotto. Qualcuno sta a Milano, qualcuno sta in Umbria, altri in Toscana ed altri ancora fuori dai confini. Bello però sapere che almeno una volta l'anno ci si rivede, e tutto è sempre proprio uguale a ieri, senza pretese, senza aspettative troppo grandi per essere realizzate, ma giusto quel pizzico di pepe che fa venire voglia di rivedersi di nuovo. Ogni anno di nuovo.
Buone feste, carissimi - ovunque voi siate!
11 December 2011
9. Dicembre - Cristiana
Io e Cri ci incontrammo una sera a mangiare una pizza. lei era la nuova ragazza del Lobo, aveva abitato in Canada ed ero davvero curiosa di conoscerla.Ero un po' intimidita, a dire il vero. Non sapevo davvero cosa aspettarmi.
Parlarle fu una sorpresa. Gentile, pacata, gli occhi dolci e la voce squillante. Lo sguardo come un guizzo pieno di vita, curiosità, fantasia.
Mi parlò subito, Cri. Senza aver paura.
Mi parlò di lei, della sua vita, della piccola Lulù. Dei sui sogni, grandi e splendenti, ma a portata di mano. Quei sogni che nonostante tutto le facevano aver ancora voglia di andare avanti, prendendo a pugni una vita che non sempre mostra il suo lato docile, ma anzi a volte si avvicina con violenza.
E nonostante tutto, Cri non è mai stanca. Cri ha in sè i pezzetti di quello che verrà. Cri ha in sè i semi di un mondo migliore, e la volontà per realizzarlo.
Cri fa venir voglia di essere una persona migliore, e per questo la ringrazio. Per farmi avere sempre davanti la persona che vorrei essere.
Thnx Cri e buon Natale :)
10 December 2011
8. Dicembre - Fabrizio
Perchè una volta i sogni ci sembravano a portata di mano.
Io, te, una chitarra, una birra, un quadernaccio di poesie..
La notte era amica, il buio sussurrava le parole.
Dietro alla chiesa, sulle panchine sgangherate passavamo le serate di un'estate così perfetta e lontana che a stento sembra essere accaduta davvero.
Che mi sento privilegiata a sapere che invece eravamo davvero lì, io e te, e se c'era qualcun altro non me lo ricordo, perchè sentivo solo la tua voce, la chitarra..
Solo chi ha passato le notti d'estate seduto a guardare le stelle, parlare di poeti maledetti, imitarli per gioco e vedere che invece, come per magia, le parole venivano fuori davvero, ed il quadernaccio si riempiva di sensazioni, notte dopo notte, e quei momenti si stampavano nitidi, nonostante l'alcool e lo stordimento della brezza notturna...
Passare il giorno in un mondo inesistente, con tutti i suoi contorti labirinti, ed aspettare la sera, quel passaggio segreto attraverso il quale eravamo dall'altra parte, in quel mondo dove eravamo infine liberi di seguire i nostri pensieri, i nostri percorsi....
Era una vita fa, un'estate lontana, ma sapere di esserci stata mi fa ancora sentire viva...grazie..
Merry Xmass Sky :)
Io, te, una chitarra, una birra, un quadernaccio di poesie..
La notte era amica, il buio sussurrava le parole.
Dietro alla chiesa, sulle panchine sgangherate passavamo le serate di un'estate così perfetta e lontana che a stento sembra essere accaduta davvero.
Che mi sento privilegiata a sapere che invece eravamo davvero lì, io e te, e se c'era qualcun altro non me lo ricordo, perchè sentivo solo la tua voce, la chitarra..
Solo chi ha passato le notti d'estate seduto a guardare le stelle, parlare di poeti maledetti, imitarli per gioco e vedere che invece, come per magia, le parole venivano fuori davvero, ed il quadernaccio si riempiva di sensazioni, notte dopo notte, e quei momenti si stampavano nitidi, nonostante l'alcool e lo stordimento della brezza notturna...
Passare il giorno in un mondo inesistente, con tutti i suoi contorti labirinti, ed aspettare la sera, quel passaggio segreto attraverso il quale eravamo dall'altra parte, in quel mondo dove eravamo infine liberi di seguire i nostri pensieri, i nostri percorsi....
Era una vita fa, un'estate lontana, ma sapere di esserci stata mi fa ancora sentire viva...grazie..
Merry Xmass Sky :)
7. Dicembre 2011 - Lise
(Versione italiana in fondo)
Jeg skal skrive om henne, selv om jeg ikke er helt sikkert om hun skal lese det.
Jeg skal skrive om henne, fordi hun har gjort så mye for meg, og jeg er ikke sikker på om hun er helt klar over det.
Når vi snakket sammen for første gang var jeg interessert i hennes skeive blikk, som om hun prøvde å se gjennom øyne mine og inn i sjelen.
Hun snakket forsiktig, hun valgte sine ord med omhu. Ord som nådde målet, uten å virke voldsomme. Myke ord, men samtidig herlige ord.
Lise er en sårbar blomst, som bøyer hodet kun fra vekten av en lite vanndråpe. Lise må mann passe på, så kommer hun til å passe på deg også.
Lise liker farger, fasader. Lise liker kontraster, collages, den store sofaen og avispapir på vegger.
I Dublin var det som i ett drøm. Smaksmarkedet , en kaffe i en krypt, gatemusikanter og en tung regnfylt septemberdag, og det var som om hun flydde, hun gikk elegant i Temple Bar gatene, og tok ernæring fra magien hun fant der, og holdet igjen styrken for å kunne bruke den til vinteren, når den nordiske solen er så lav. Når nordavinden blåser iskaldt og den brenner huden. Når natta er lang og det aldri virker som om det skal bli dag igjen.
Men Lise vet at natta skal passere, hun lyser opp huset sitt med Irske minner, smiler litt og venter på at kulden skal avta, og at nye blomster skal komme tilbake i hennes hage. Så skal vi alle sammen sitte der i hagen igjen, grille auberginer og få med seg at det plutselig blir morgen igjen, mens vi kjenner på lukten av bakeriet, og solen dukker opp fra bak elva..
God Jul, lille fe Lise!
Lei però sa che finirà, ed alla luce dei ricordi d'Irlanda aspetta in silenzio, sorridendo appena, che il freddo passi, e nuovi boccioli tornino a fiorire sui rami dei cespugli nel suo giardino. Così torneremo anche noi in quel giardino, a grigliare melanzane ed accorgersi dal profumo del fornaio che la notte è quasi passata, e che il sole già fa capolino dall'altra parte del fiume.
Buon natale, fatina lise!
Scrivo di lei, anche se non so se lo leggerà.
Scrivo di lei perchè ha fatto tanto per me, senza saperlo. Senza rendersene conto.
Quando ci parlammo per la prima volta fui incuriosita dal suo guardarti di traverso, come a voler scrutare attraverso i tuoi occhi.
Il suo parlare attento, il suo scegliere le parole giuste. Quelle parole che avrebbero raggiunto lo scopo, senza invadere la tua parte più sensibile. Quelle parole scelte per essere morbide, ma allo stesso tempo sincere.
Lise è un fiore delicato, che piega il capo sotto una sola goccia di pioggia. Lise va trattata con cura, così come lei tratta te.
A Lise piacciono i colori, piacciono le forme. A Lise piacciono i contrasti, i collages, l'enorme divano di pelle ed i giornali alle pareti.
A Dublino era come in un sogno. Il mercatino dei sapori, il caffè nella cripta, i musicisti di strada e la pioggia di settembre, e lei come se volasse,si muoveva agile per Temple Bar e si nutriva di quella magia, per poterne trattenere la forza, e servirsene d'inverno, alla luce del sole basso del nord. Quando il vento soffia gelido fino a tagliare e la notte è così lunga che sembra non voler finire mai.
Lei però sa che finirà, ed alla luce dei ricordi d'Irlanda aspetta in silenzio, sorridendo appena, che il freddo passi, e nuovi boccioli tornino a fiorire sui rami dei cespugli nel suo giardino. Così torneremo anche noi in quel giardino, a grigliare melanzane ed accorgersi dal profumo del fornaio che la notte è quasi passata, e che il sole già fa capolino dall'altra parte del fiume.
Buon natale, fatina lise!
Jeg skal skrive om henne, selv om jeg ikke er helt sikkert om hun skal lese det.
Jeg skal skrive om henne, fordi hun har gjort så mye for meg, og jeg er ikke sikker på om hun er helt klar over det.
Når vi snakket sammen for første gang var jeg interessert i hennes skeive blikk, som om hun prøvde å se gjennom øyne mine og inn i sjelen.
Hun snakket forsiktig, hun valgte sine ord med omhu. Ord som nådde målet, uten å virke voldsomme. Myke ord, men samtidig herlige ord.
Lise er en sårbar blomst, som bøyer hodet kun fra vekten av en lite vanndråpe. Lise må mann passe på, så kommer hun til å passe på deg også.
Lise liker farger, fasader. Lise liker kontraster, collages, den store sofaen og avispapir på vegger.
I Dublin var det som i ett drøm. Smaksmarkedet , en kaffe i en krypt, gatemusikanter og en tung regnfylt septemberdag, og det var som om hun flydde, hun gikk elegant i Temple Bar gatene, og tok ernæring fra magien hun fant der, og holdet igjen styrken for å kunne bruke den til vinteren, når den nordiske solen er så lav. Når nordavinden blåser iskaldt og den brenner huden. Når natta er lang og det aldri virker som om det skal bli dag igjen.
Men Lise vet at natta skal passere, hun lyser opp huset sitt med Irske minner, smiler litt og venter på at kulden skal avta, og at nye blomster skal komme tilbake i hennes hage. Så skal vi alle sammen sitte der i hagen igjen, grille auberginer og få med seg at det plutselig blir morgen igjen, mens vi kjenner på lukten av bakeriet, og solen dukker opp fra bak elva..
God Jul, lille fe Lise!
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Lei però sa che finirà, ed alla luce dei ricordi d'Irlanda aspetta in silenzio, sorridendo appena, che il freddo passi, e nuovi boccioli tornino a fiorire sui rami dei cespugli nel suo giardino. Così torneremo anche noi in quel giardino, a grigliare melanzane ed accorgersi dal profumo del fornaio che la notte è quasi passata, e che il sole già fa capolino dall'altra parte del fiume.
Buon natale, fatina lise!
Scrivo di lei, anche se non so se lo leggerà.
Scrivo di lei perchè ha fatto tanto per me, senza saperlo. Senza rendersene conto.
Quando ci parlammo per la prima volta fui incuriosita dal suo guardarti di traverso, come a voler scrutare attraverso i tuoi occhi.
Il suo parlare attento, il suo scegliere le parole giuste. Quelle parole che avrebbero raggiunto lo scopo, senza invadere la tua parte più sensibile. Quelle parole scelte per essere morbide, ma allo stesso tempo sincere.
Lise è un fiore delicato, che piega il capo sotto una sola goccia di pioggia. Lise va trattata con cura, così come lei tratta te.
A Lise piacciono i colori, piacciono le forme. A Lise piacciono i contrasti, i collages, l'enorme divano di pelle ed i giornali alle pareti.
A Dublino era come in un sogno. Il mercatino dei sapori, il caffè nella cripta, i musicisti di strada e la pioggia di settembre, e lei come se volasse,si muoveva agile per Temple Bar e si nutriva di quella magia, per poterne trattenere la forza, e servirsene d'inverno, alla luce del sole basso del nord. Quando il vento soffia gelido fino a tagliare e la notte è così lunga che sembra non voler finire mai.
Lei però sa che finirà, ed alla luce dei ricordi d'Irlanda aspetta in silenzio, sorridendo appena, che il freddo passi, e nuovi boccioli tornino a fiorire sui rami dei cespugli nel suo giardino. Così torneremo anche noi in quel giardino, a grigliare melanzane ed accorgersi dal profumo del fornaio che la notte è quasi passata, e che il sole già fa capolino dall'altra parte del fiume.
Buon natale, fatina lise!
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