17 April 2013

Non è che ho tanta voglia di scrivere..

..ma devo farlo. Non so nemmeno io perchè, e mi chiedo chi siano tutti questi che davvero mi leggono, o se sia solo gente che si trova per caso a passare di qui.

In ogni caso, devo scrivere. Vorrei sapere se anche tu mi leggi.

Tu che è una vita che non ci vediamo. Chissà se magari ogni tanto ci pensi a me. Io, mio malgrado mi ritrovo a pensarti, e ne farei volentieri a meno. Magari non esisti neanche più. In fondo faccio a meno di cercarti, e di amici in comune non ne abbiamo ormai quasi più, le nostre strade si sono incrociate un paio di volte, e poi ognuno per conto suo.

Che strano eh. Magari incontrarsi per strada e non salutarsi nemmeno, o fare finta che i nostri sguardi non si siano incrociati, o che magari non ci siamo riconosciuti.

Dopo tutto quello che c'è stato, mi dicevi. Non hai mai pensato che magari eri solo te a vivere nell'illusione che durasse per sempre? Che quando un sentimento è così forte da un lato, allora deve esserlo anche nel senso contrario, era questo che credevi. Magari per me non era proprio la stessa cosa, eh.

O magari sì, che ne sai te in fondo? Te in realtà non sai nulla di quello che davvero mi frullasse per la testa. E adesso ti interroghi sulla tua sanità mentale? Solo perchè in qualche modo sono fuggita da te, non significa che fossi tu il problema. Certo che per me lo eri. Se ci penso lo sei tutt'ora, anzi, vade retro, proprio.

Vorrei davvero sapere se mi leggi. E magari se pensi a me, qualche volta. Non perchè mi manchi, anzi si sta proprio bene senza di te, le tue invidie, le tue bugie. E di nuovo torno a chiedermi se esisti, anche perchè, che strano! Prima non mi fregava che tu esistessi o no, ma adesso me lo chiedo se esisti. Perchè lo sai, che sono curiosa.

 - La Capra Benny - 
No, questo è un blog nonsense, e sapessi che male che fa. Fa male, non trovare le parole, e non trovare il coraggio, e non avere l'occasione, ed aver una paura assurda di trovarla l'occasione e di distruggere tutto di nuovo, non ha senso tutto ciò. N0N53N53.

Ed all'improvviso mi viene in mente Hamburg, e quella volta della corsa in bicicletta che la città era deserta, ma in centro c'erano i musicisti per strada, e che ogni volta che vado ad un concerto sono trascinata via, dalla musica, dall'atmosfera, dalla magia del talento, le dita che scorrono veloci sulle corde di una chitarra, e le bacchette che rullano sulle pelli, divento pazza anche io, magari ci vediamo in manicomio, che ne dici, e ci scambiamo le pillole, rossa o blu? Pillola rossa o blu? Credere ed aprire gli occhi o dimenticare tutto tutto tutto tutto tutto quanto?

Eternal sunshine of the spotless mind, un bisturi che rimuove i ricordi, quelli più atroci, che però come il fuoco covano sotto la brace e riemergono al primo soffio di vento, per ardere ancora più roventi di prima..eternal sunshine of the spotless mind, voglio anche io una spotless mind, senza macchie, senza vuoti, senza lame conficcate a farmi male dal cervello al cuore, togliendomi il respiro e facendomi sbarrare gli occhi come di fronte al buio nero, quello delle lunghe notti buie di Norvegia, dove il sole tramonta, una sera in autunno, e poi non torna più su, per giorni, settimane, mesi e la notte è neraneranera, nera come la notte dovrebbe sempre essere, così che il giorno sembra ancora più luminoso nel ricordo di un solo raggio di sole, uno soltanto.

Delirio, dici? Magari non hai letto fino qui, magari leggerai fino alla fine. Te lo sai, che non sono perduta, lo sai che da qualche parte ho ancora il tuo nome, in piccolo, così che non disturbi, che anche te sei tanto invadente, fai un così grosso baccano, odi con tutto il tuo cuore rincoglionito, ed allo stesso modo provi amore.

Hehe il tuo cuore rincoglionito! Sta cosa mi fa ridere, sai? Pensare che le tue emozioni siano sempre così fuori luogo, così al posto ed al momento sbagliato, ma soprattutto verso le persone sbagliate - e chi sono io per dirti che sbagli? I'm the doctor, my dear. Ed ho una stanza tutta piena di giocattoli e robe strane, e potrei portarti in luoghi strani, se solo volessi. Se solo tu tornassi a darmi la tua mano, in silenzio, che ogni volta che apri bocca ti prenderei a calci, anzi, no. Non a calci, ma solo pensare ala tua voce mi fa venir voglia di correre, correre, correre, correre forte forte forte, via da te.

Che sia odio, di quello genuino, che ne pensi? Voglia di tenerti la mano, ma di non sentire la tua voce, di non comprendere le tue parole, che tanto anche quando le sentivo dalle tue labbra a volte mi chiedevo come facessi ad avere un tale casino in testa. Ho voglia di una bambola gonfiabile col tuo nome sopra, che sappia esserci quando voglio io, ma che sappia anche tenere la bocca chiusa, che non abbia mai voglia di prendere iniziative, e intendo proprio mai, che sennò mi fai incazzare, e mi tocca mandarti affanculo di nuovo, ce la fai a stare in silenzio??!? Ce la fai, a non dire nulla, non scrivere nulla, non pensare, no, non pensare a nulla. Spegniti, mettiti in stand by. OFF.

E poi torna da me. In silenzio. Magari senza parlare ce la facciamo.

In fondo, se ci penso, nella mia vita ho amato davvero, un milione di volte. E ricordo i lunghi silenzi. Quando non parlo è perchè ti amo, che le parole non servono, in fondo, a null'altro che ditruggere, rompere, ødelegge, come dicono qua. le parole sono superfluissimissime. In fondo non si litiga senza parole. Non si riesce ad odiare. Si ama, sotanto. Non esiste la noia, la tristezza, solo un amore che gonfia il cuore fino a farci mancare il fiato. Quando saprai stare in silenzio, allora avrai trovato l'amore, quello vero, quello che davvero ti strizza come uno straccio.

Non parlare non scrivere, non pensare. Mettiti di spalle, non mi guardare, nemmeno. Io prometto che non ti dirò nulla, non penserò. Non ti guarderò. Sentirò solo il tuo odore, e riconoscerò quel profumo, ancora una volta. Ascolterò il tuo respiro, ti sentirò piangere, come quella votla al telefono. Che sapevo eri lì, anche se non sentivo altro che signhiozzi strozzati.

E allora ti dico buonanotte, tanto chissà se le nostre strade torneranno ad incontrarsi, ed alla fine non è che me ne freghi più di tanto, anzi: meglio di no, in fondo.

Ah dimenticavo: se davvero leggi questo blog, e se davvero lo hai letto fino in fondo, e se davvero ti stai chiedndo se sto pensando a te, la risposta è: no, non ti sto pensando. Non ti penso mai, ed ovviamente non sto scrivendo di te. Lo so che hai le manie di protagonismo, ed in qualche modo riesci sempre ad interpretare quello che scrivo come se stessi parlando di te. Non stavolta.

Anzi, fammi il favore di non passare più dal mio blog, che me lo impesti. UNTORE! UNTORE!

Altro che cazzi, fuori la peste dal mio blog. Anzi, fammi male, fammi male, fammi male, tanto male..

14 April 2013

Quello strano odore.

Accadeva già da qualche settimana.

Ogni mattina, uscendo di casa, mi ritrovo sorpresa ad annusare l'aria.

Eppure fino a pochi giorni prima non era affatto così. Quando vestita a strati, le calze di lana, i guanti spessi, il cappello calato quasi fino al naso facevo di corsa il cortile verso il garage, strisciando i piedi ad ogni passo, per essere sicura che le scarpe imbottite facessero bene presa sulla neve, senza ritrovarmi improvvisamente a calpestare una lastra di ghiaccio e scivolare maldestramente, solo pochi giorni prima non c'era questo strano odore.

Adesso invece che inzia a fare meno freddo, ed il termometro si ferma sempre più spesso sopra lo zero, questo odore è qui ogni giorno. Il tempo è bello, però, il sole sorge un po' più presto e tramonta sempre più tardi. E questo strano odore pungente non se ne va.

Sembra quasi odore di carcassa. Una carcassa che ha appena iniziato a putrefarsi. O forse un sacco nero di spazzatura che le gazze e i gabbiani hanno fatto a pezzi per tirarne fuori qualcosa da mangiare (in fondo siamo in un paese ricco, e si butta via molto cibo ancora commestibile).

Qualche giorno fa, quasi nauseata, mi sono anche avvicinata al container dei rifiuti, per provare ad annusare se quell'odore terribile provenisse da lì, ma no, non era ancora più pungente nel container, che d'altra parte era quasi vuoto (sì, bhe un'occhiata la ho buttata, tanto per rassicurarmi che non ci fosse un cane morto lì dentro, o qualcos'altro).

In fondo proprio dall'altra parte della strada, andando a fare due passi qulche mese fa avevamo trovato un capriolo morto, che probabilmente qualcuno aveva investito, e che dopo solo pochi minuti era sparito a bordo di un furgoncino spuntato improvvisamente dal nulla.
Neanche tra i cespugli spogli c'è nulla, altrimenti lo avremmo visto, ed i corvi ci si sarebbero avventati, che adesso è periodo di farsi grassi per prepararsi a fare i pulcini. Li vedo, loro e le gazze, che fanno avanti ed indietro con i rami secchi per rinfoltire il nido prima che la primavera esploda tutta verde.

Divento pazza a non capire da cosa venga.

Non è che il contadino ha spruzzato i suoi campi col concime? chiedo a Kenneth, ma nemmeno lui ha visto nulla. Ricordo che un paio di settimane fa il contadino era passato col trattore, mi piace guardarlo mentre fa avanti ed indietro un milione di volte, disegnando quei solchi che iniziano in un angolo su a destra e finiscono in fondo a sinistra. Ma col concime non si è visto. Inoltre la terra è ancora un po' dura, dato che gli strati sottostanti sono ancora congelati, ed il concime non penetrerebbe in profondità.

Ma allora, che diavolo è questo odore?

- Misunderstandings -
Sabato pomeriggio poi ero in città, insieme alla bella Christina. Tirava un vento affilato come lame di coltello, ed avevo un mal di testa tremendo, che pensavo di dovermi fermare a vomitare. Però era rilassante passeggiare per la città vecchia con Christina.

Tuttavia, anche lì in città, proprio vicino alla cattedrale, che si erge maestosa al cento di un piccolo parco, che d'inverno è punteggiato soltanto da un mazzo di alberi intirizziti e spogli, di nuovo quella puzza assurda, come se tutta la città fosse stata innaffiata da un liquido putrescente ed invisibile. E pensare che non ha piovuto per mesi.

E lei, con la risata cristallina di una bambina piccola, mi fa: "lo senti anche tu, l'odore della Primavera?"

La guardo come una deficiente. Non dovrebbe, la primavera odorare di fiori?
Lei socchiude gli occhi mentre sorride. Non in Norvegia, mi dice. Sotto la neve, congelato per mesi e mesi, c'è tutto un mondo. Un mondo che bhe, in autunno si è seccato ed è poi morto, pensa soltanto a quanta erba, quante foglie marce sono sotto la neve. E per mesi marciscono senza poter rilasciare i gas della putrefazione nell'aria. Fino alla primavera, quando la neve si scioglie ed i gas si possono finalmente liberare tutt'intorno.

Quindi quello strano odore di morte è in realtà odore della rinascita, a seconda dei punti di vista. Che paradosso.

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Da ieri piove a dirotto.

Piove così tanto che è difficile vedere la foresta che si stende oltre al campo del contadino, come se una fitta nebbia si fosse stabilita proprio lì davanti.

Uscendo di casa stamattina sono rimasta sorpresa nel constatare che l'odore terribile è sparito da un giorno all'altro. La pioggia ha lavato la terra, ha portato con sè sotto terra i gas che aleggiavano nell'aria, e quella strana atmosfera lychiana se ne è andata anche lei. Adesso siamo pronti a dare un benvenuto vero e proprio alla primavera. Però un po' già mi manca, l'odore. Quella sensazione di sottile irrequietezza, ed insieme di eccitazione per l'imminente ritorno della luce del sole dopo i mesi bui d'inverno. Dalla morte alla vita in un battere d'occhi.

Disturbo bipolare primaverile.

5 April 2013

Running to the sea




I could hear them howling from afar
I saw them rushing to your car
In a moment all went screaming wild
Until the darkness killed the light

I remember running to the sea
The burning houses and the trees
I remember running to the sea
Alone and blinded by the fear

And the river flows beneath your skin
Like savage horses kept within
And all is wasted in the sand
Like breaking diamonds with your hand

I remember running to the sea
Remember falling to my knees
I remember gliding off the shore
Until I touched the ocean floor

And the river flows beneath your skin
The savage horses kept within
And all is wasted in the sand
Like breaking diamonds with your hand

And the river grows inside of me
And the river grows inside of me
And the river grows inside of me
And the river grows inside of me

Non mi esce dalla testaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
And the river grows inside of me........